Isole del Lago di Como: quali visitare e cosa vedere
Il Lago di Como non è soltanto una distesa d'acqua incorniciata da montagne e ville storiche: custodisce, disseminate nella sua superficie, alcune isole che rappresentano luoghi di visita del tutto distinti rispetto al resto della riviera, con caratteri propri e ragioni specifiche per essere cercate. Chi si muove lungo le sponde lariane tende spesso a ignorarle, sopraffatto dall'abbondanza di borghi, giardini e belvedere accessibili via terra; eppure, raggiungere queste isole — anche solo per una mattinata — restituisce una prospettiva del lago che dalla riva non è possibile ottenere.
Le isole del Lago di Como non sono numerose come quelle dei laghi Maggiore o d'Orta, e nessuna di esse ospita una comunità residente di dimensioni significative; ciò le rende ambienti concentrati, dove ogni elemento architettonico o naturalistico acquista un peso specifico maggiore rispetto a quanto accadrebbe in un contesto più disperso. La visita richiede quindi un approccio diverso da quello che si adotta in un borgo di terraferma: i tempi sono più stretti, le distanze interne ridotte, ma la densità di interesse per metro quadro è spesso sorprendente.
Orientarsi tra queste destinazioni richiede di distinguere tra isole vere e proprie — emerse, distaccate dalla riva — e penisole o promontori che il linguaggio comune talvolta assimila a esse. Questa distinzione non è puramente geografica: incide sui modi di accesso, sulla natura dell'esperienza e, in alcuni casi, sulla stessa possibilità di visita, regolata da proprietà private o da accordi con enti locali che cambiano periodicamente.
Isola Comacina: storia, patrimonio e accesso
L'Isola Comacina è l'unica vera isola del Lago di Como nel senso stretto del termine, e il fatto che si trovi di fronte a Ossuccio — nel ramo occidentale del lago, a poca distanza da Lenno — la colloca in uno dei tratti lacustri più fotografati ma anche meno frequentati in profondità dai visitatori di passaggio.
Lunga circa seicento metri e larga poco più di duecento, è raggiungibile tramite battello dal molo di Sala Comacina, con traversate che nei mesi di alta stagione si effettuano con continuità e che richiedono soltanto pochi minuti di navigazione. L'isola è di proprietà del Comune di Ossuccio, ma la sua gestione culturale coinvolge da decenni l'Accademia di Brera, che vi mantiene residenze artistiche: una circostanza che ha contribuito a preservarne l'atmosfera raccolta e a tenerla lontana da forme di turisticizzazione invasiva.
Percorrendo il sentiero che attraversa l'isola da un'estremità all'altra, si incontrano i resti di strutture medievali — chiese, muri perimetrali, fondamenta — che attestano un insediamento umano continuo dalla tarda antichità fino alla distruzione compiuta dalle truppe di Federico Barbarossa nel 1169; quella data segna una cesura netta nella storia dell'isola, che da allora non fu mai più ricostruita come centro abitato.
I resti di otto chiese, in vari stati di conservazione, sono distribuiti nel verde con una densità che sorprende considerata l'estensione limitata del terreno. All'estremità meridionale si trova il ristorante Locanda dell'Isola Comacina, attivo da decenni e noto per un menu fisso che si conclude con un rito scenografico legato alla storia dell'isola: un dettaglio folcloristico che divide i visitatori, ma che in qualche modo rispecchia il carattere composito di un luogo che mescola archeologia, residenza artistica e ristorazione.
Isola di Gera Lario e altri affioramenti minori nel ramo settentrionale
Nel bacino settentrionale del lago, nei pressi di Gera Lario e Domaso, esistono alcuni affioramenti e isolotti di piccole dimensioni che non rientrano nei circuiti turistici organizzati ma che meritano attenzione per chi si muove in kayak o con imbarcazioni leggere: si tratta in molti casi di banchi rocciosi emersi parzialmente, spesso coperti da vegetazione spontanea, che offrono punti di sosta e osservazione del paesaggio lacustre in condizioni di relativo isolamento.
L'accessibilità dipende dal livello delle acque, che in anni recenti ha mostrato oscillazioni significative legate alle variazioni climatiche stagionali, rendendo alcuni di questi luoghi raggiungibili in determinati periodi e inaccessibili in altri.
Gera Lario stessa, pur essendo un paese di terraferma, dispone di una piccola area lacustre attrezzata per il windsurf e il kitsurf — discipline per le quali il tratto settentrionale del lago offre condizioni di vento particolarmente favorevoli — e costituisce un punto di partenza conveniente per esplorare via acqua le sponde meno frequentate del bacino superiore. Chi pratica attività nautiche autonome trova in questa zona un'alternativa valida ai tratti centrali del lago, dove il traffico di battelli e traghetti riduce la libertà di movimento.
La penisola di Bellagio e il promontorio di Lavedo: confini geografici da chiarire
Bellagio occupa la punta del promontorio che divide il ramo di Como dal ramo di Lecco, e benché non sia un'isola — è collegata alla terraferma da una sottile lingua di terra accessibile via strada — la sua posizione la rende percepibile, da alcuni angoli del lago, come un'entità quasi separata dalle sponde che la circondano; questo effetto ottico contribuisce alla sua fama, ma anche a una certa confusione terminologica che a volte porta a classificarla impropriamente tra le isole lariane.
Vale la pena chiarire la distinzione non per scrupolo geografico astratto, ma perché l'esperienza di visita è radicalmente diversa: Bellagio è un paese animato, con una struttura urbana articolata, strutture ricettive e commerciali di ogni tipo, e può essere raggiunta sia via acqua che via terra.
Il promontorio di Lavedo, a sua volta, ospita Villa del Balbianello — uno dei giardini più celebrati dell'intero lago, di proprietà del FAI — ed è accessibile via acqua da Lenno o a piedi attraverso un sentiero che parte dallo stesso paese; anche in questo caso si tratta di una penisola, non di un'isola, ma la sua configurazione morfologica e le restrizioni di accesso che il FAI impone in certi periodi le conferiscono un carattere di separatezza che vale la pena considerare nella pianificazione della visita.
I giardini terrazzati e l'interno della villa — con le sue collezioni di arte africana, pre-colombiana e di attrezzatura alpinistica appartenute all'ultimo proprietario, Guido Monzino — richiedono una prenotazione e una guida, e non sono accessibili in autonomia totale.
Modalità di accesso e navigazione privata sul Lago di Como
Raggiungere le isole del Lago di Como con i mezzi pubblici è possibile, ma richiede una pianificazione che tenga conto degli orari dei battelli gestiti da Navigazione Lago di Como, il cui servizio copre i principali approdi della sponda occidentale e orientale con frequenze variabili a seconda della stagione; per l'Isola Comacina, il collegamento parte da Sala Comacina con battelli privati non integrati nella rete di servizio pubblico, il che comporta un biglietto separato e orari che cambiano ogni anno.
Chi dispone di un'imbarcazione propria — o noleggia un'imbarcazione senza patente, opzione disponibile in molti porti lariani — ha ovviamente una libertà di movimento superiore, ma deve tenere conto dei limiti di velocità imposti sul lago e delle zone di rispetto intorno alle aree protette.
La navigazione autonoma sul Lago di Como ha conosciuto una crescita sensibile, favorita dalla diffusione dei noleggi brevi e dall'interesse per itinerari personalizzati che escludono le rotte dei battelli di linea; questa modalità permette di avvicinarsi con calma agli isolotti minori del bacino settentrionale, di sostare in punti che i battelli non toccano, e di modulare i tempi della giornata in funzione della luce — un aspetto rilevante per chi fotografa o semplicemente vuole evitare le ore centrali di alta affluenza. Alcune aree del lago sono soggette a vincoli di ancoraggio che è opportuno verificare prima di partire, consultando le ordinanze della Capitaneria di Porto di Como aggiornate ogni stagione.
Stagionalità, affollamento e tempi consigliati per la visita
Le isole del Lago di Como, e in particolare l'Isola Comacina, risentono della stagionalità in modo accentuato rispetto ai borghi di riva: nei mesi di luglio e agosto l'afflusso di visitatori — molti dei quali provenienti da Milano o da destinazioni internazionali che includono il lago in un itinerario più ampio tra le città d'arte del nord Italia — trasforma l'esperienza di visita in qualcosa di significativamente diverso da ciò che si ottiene in primavera o a settembre.
La primavera, in particolare tra aprile e metà giugno, offre condizioni climatiche favorevoli, una vegetazione nella sua fase più vivace e un'affluenza gestibile che permette di muoversi nell'isola senza le compressioni tipiche dell'estate piena.
Settembre e ottobre rappresentano un'alternativa valida, con temperature ancora miti sul lago e una qualità della luce pomeridiana che rende l'attraversamento del bacino in barca un'esperienza di per sé apprezzabile; bisogna però considerare che alcuni servizi — tra cui il ristorante dell'Isola Comacina e parte dei noleggi nautici — riducono l'attività o chiudono entro la fine di ottobre, il che rende necessario verificare l'operatività prima di organizzare la giornata.
Chi visita il lago fuori stagione, tra novembre e marzo, troverà un ambiente radicalmente trasformato: i battelli privati per l'isola sono sospesi, e l'accesso diventa possibile solo per chi dispone di un mezzo proprio e accetta le condizioni meteorologiche del lago alpino in inverno — un'esperienza del tutto legittima, ma che presuppone una preparazione diversa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to